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giovedì 6 agosto 2026

La fine del Paese delle Meraviglie

Uno dei miei cartoni animati Disney preferiti da bambina (complici le mie origini da Sicilia Saudita) era Aladdin. C'è una scena nel cartone che inaugura la famosa "Il mondo è mio" nella quale Aladino chiede a Jasmine: "Ti fidi di me?". E' solo in quanto lei pronuncia "" che parte il "viaggio", che come scrivevo in un altro blog non è un viaggio "reale" in giro per il mondo, ma un ribaltamento della prospettiva sul mondo espresso in chiave metaforica come "Il tappeto volante ci accompagna a vedere la bellezza del mondo".

Stanotte ho sognato C.

Ieri sera lo vedevo fantasma, franando di disperazione, e stanotte il suo fantasma mi ha visitato il sonno.

"La mia vita è finita?" interrogavo un uomo seduto sotto la pioggia scrosciante della notte nel mio paese natìo. "Perché dici così?"

E compariva il suddetto che mi prendeva in braccio come una bambina, sollevandomi come se avessi ancora 50 kg di peso, e diceva: "Perché ti sei fidata di me".

Non smetterò di scrivere i miei pensierini nel blog-diario segreto-pubblico. Questo no. Lettura e scrittura mi tengono in vita. Sinché sarà necessario, li sfrutterò al massimo.

Tuttavia ho compreso che fra me e C. ci sarebbe qualcosa di più profondo d'un semplice amore non ricambiato. Lo dimostra che quell'amore mi abbia distrutta. E poi -- oggi -- ricostruita.

Poiché nella nostra esperienza da inseguitore-fuggitivo c'era un filo rosso: "Potrei ma non voglio fidarmi di te...". I giudizi universali bersaniani.

Adesso mi fido -- è il prezzo che scelgo di pagare pur di sentire di nuovo, mani al cuore, il mio amore che è duro e incontaminato come il titanio grezzo.

E questo non implica che sia destinata a lui -- tsk

Ma non cambia il risultato.

Sono una donna -- oggi sono umana
Accetto la sfida della vita con il dolore che comporta
E non ho più intenzione di nascondermi il cuore sotto chilometri di lenzuola, di vergogna


(Ma ora sono un grumo di vergogna e dolore
un animale morente)

lunedì 22 giugno 2026

Il giorno del padre


Ieri -- appuro da internet -- era la festa del papà in molte nazioni fra cui gli USA. 
Ho scritto con freddo distacco il resoconto "cronologico" delle mie figure paterne su un social inglese. Qualcosa che di norma non andrebbe scritto con così tanto distacco. 

Ma in quale altro modo puoi raccontarlo?

Riporto la versione originale del mio scritto qui. Per chi ha superato le elementari o le medie con successo, è comprensibile già così.

"I read yesterday was the father’s day in the US (in Italy this years happened on March 19th). I wish to express my solidariety to all the women here who have had a disfunctional father. Mine was too. When I was very little (3–4 yo) he used to call me “ugly”, “fat” (I was very tiny actually), “stupid”, and his brothers tripped me up when I was running, making me fall into the ground. So I have been kept away from him and the paternal family, that anyway never recognized me as “an element of them”. At my sisters’ Graduation Party in Medicine, on July 2019, my aunt, the sister of my father, never looked at me or talked or greeted me, not even once. 
At the same time, when I was a baby I was living with an uncle (who was a father too) who once told me to “Call him ‘dad’”. He was not so smart, but this was not his worst characteristic. He was a bit violent and beated me every day with the most trivial excuses. He was a psychotic who committed something really serious toward me when I was just a kid. I felt a deep grudge toward him during all his lifetime. He was unable to accept my hatred, so spreaded voices against me inside the little Sicilian village. He talked back at me describing me… in the worst manners. 
These two “ominids” have been my paternal figures. Since I have been treated like a symp by men even when I became adult, and for “misogynist” reasons, my (incomprensible) love toward their gender gradually faded into true hate (misandry). 
“Any fool with a dick can have a kid, but it takes a man to be a father”. Don’t be sad if you’ve had a father that is a piece of shit. These things tend to lose importance in time. 
Apreciate the great fortune of having had one who is or was good, because to find a father (or a man) worth of this title is a rare event."

---

Stanotte ho fatto un sogno particolare.

Ho sognato di dipingere un quadro di un campo di fiori con una donna che sedeva in mezzo ad essi. Il risultato piaceva a me e piaceva al mio fidanzato. Il problema era trovare un posto ove appenderlo nella nostra casa.

Il mio compagno spostava i cari pesciolini di legno (mio acquisto) accanto al televisore. Li sganciava dal muro mentre io sganciavo altri quadri per trovare posto al nuovo dipinto. In particolare qualche tempo fa ho fatto un dipinto su una suora triste che è comparso nel sogno. Al suo solito posto. Volevo tenere il nuovo dipinto lontano da lì -- il corridoio buio che porta in camera da letto.

In cucina mi lamentavo dei pesciolini staccati dal muro. Erano blu. Volevo rimetterli a posto ma sembrava si moltiplicassero...

Alla fine sceglievo una porzione di muro ove appendere il dipinto. Avrei preso martello e chiodo, perché avevo rinunciato all'idea di sostituirlo con qualcun altro.

Uscivo perciò in una grande veranda simile a un bar-pub che frequentiamo noi due. C'erano le panchine e le luci dorate penzolanti al loro posto. Il cielo era tempestoso e ceruleo. Scendeva improvvisamente la notte. Provavo paura. Afferravo il martello che era su una panchina e tornavo dentro casa. Chiudevo saldamente a chiave la porta-finestra mentre un'ombra scura si appropinquava. 

Alla fine vedevo un fiume di fuoco scorrere fino a casa. Un drago macchiettistico con occhi infuocati guardarmi con curiosità e desiderio.

Il mio inconscio si è risvegliato -- ho capito di star sognando. Ho intimato al drago di ritirarsi. Si è ritirato con sguardo deluso. Ho poi pensato: "Voglio..."... ma non è accaduto. Non era un sogno che potessi totalmente controllare. 

Un sogno semi-lucido. Il drago mi era simpatico, ma mi era fastidioso.

Sembra sia un sogno positivo.

lunedì 2 marzo 2026

Viviamo una sola volta (ed è già qualcosa)

Altaleno tra il pensiero - ricordo del necessario e il necessario dimenticato, in fondo la vita non è nient'altro che questo, andare avanti e indietro fra il ricordo e l'oblio, fra l'impegno del passato e il disimpegno del futuro. Per una mente sana entrambe le prospettive - passato e futuro - dovrebbero incrociarsi e trovare un felice connubio in una considerazione equilibrata delle circostanze presenti e delle conseguenze e prospettive future. In linea di principio senza tante seghe mentali bisognerebbe essere produttivi. Non bruciare un attimo di vita. I sogni della notte scorsa avevano la disperazione della vita non vissuta - i miei personaggi onirici mi ricordavano che sarei morta in questo modo. La disperazione impellente di correre, che non c'è un momento da perdere, che c'è una sola vita, questa che viviamo. Soppressa dalla nebbia del giorno che scende a pioggia sui più spericolati sogni. Non credo che vivere di sogni sia peggio che vivere di solide realtà, alla fine, forse, in fondo... Non credo che ci possano essere vite fallite, fallite secondo quali criteri?, io credo che una vita sia riuscita nella misura di quanto è stata felice, comunque sia stata attraversata, se tagliando traguardi su traguardi o prendendo per strade convenzionalmente inutili, e la mia vita non è comunque sia stata felice, così è davvero fallita - sinora, sinora non mi sono ancora capacitata di come tutto quello che ho vissuto sia stato così sofferto anche quando per auto-difesa non sentito, e di come tutto il mondo, quello di cui dovevo far parte anche io, mi abbia sempre rigettata in tutto e per tutto - dalla culla alla tomba, un nauseabondo sentimento di non doverci essere, d'essere un "più", che non è la terra su cui vivo il mio posto - che il mio posto non c'è, se c'è è in un tempo precedente al concepimento. Non sono così arrogante da pensare che non sia condiviso da altri, sebbene siano pochi a sentirlo con la stessa intensità io credo