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giovedì 20 agosto 2026

La verità

i'm not in this movie
i'm not in this song

cantano i notwist in "consequence"

... seguivamo con occhi muti la carneficina di Rafah. Senza osare proferire un suono ascoltavamo le urla dei bambini e i loro pianti, mentre il sangue scorreva come un copioso fiume inondando il Medio Oriente. Allora non ci riguardava, così pensavamo. Mettiamo al potere psicopatici puri e duri perché ben venga il caos, se l'ordine non ha funzionato. I più innocui periscono schiacciati dalle bombe come se venisse rimosso un minuscolo granello di polvere da un selciato. Allo stesso modo cancellare l'umanità intera dal cosmo sarà un gesto di una semplicità elementare.

Ed è a causa della nostra superficialità... se... sarà a causa del nostro "talento per la superficie" 

La stessa superficialità che mi porta a pensare di avere in pugno il cosmo. Tre monete. Il cosmo. Una continua, stillicida m e n z o g n a.
La vita è una menzogna di per sé -- striscia con difficoltà come un rigagnolo di sangue da un taglio superficiale. La solitudine preme contro i muri. La paura. 

Non c'è certezza. Va bene credere nelle fate -- all'alba di una possibile guerra nucleare. Siamo 9 miliardi. Ciascuno di noi è preziosissimo agli occhi del cosmo. Ma se, se... il buio verrà giù lo stesso. E niente di quanto avvenuto e creduto avrà più la minima importanza

sabato 11 aprile 2026

Lo sguardo della Guerra


Questo è il caporale ventisettenne Antonio Metruccio. Della 3ª Compagnia Aquile, 66º Reggimento Aeromobile “Trieste” dell’Italia, Antonio è stato fotografato pochi istanti dopo essere sopravvissuto a un brutale scontro a fuoco ininterrotto durato 72 ore a Bala Murghab, in Afghanistan.

Nessun sorriso. Nessuna posa. Solo la sua espressione cruda e senza filtri — lo Sguardo delle Mille Yard.

Quegli occhi azzurro ghiaccio non stanno solo guardando avanti… Stanno guardando indietro — in valli piene di fumo, terra intrisa di sangue, fratelli d’armi perduti e colpi di arma da fuoco che riecheggiano per tre giorni consecutivi.

Bala Murghab — un territorio pericoloso e senza legge vicino al confine con il Turkmenistan — è tristemente noto per le imboscate dei talebani, il traffico illegale e la guerriglia incessante. I soldati schierati qui spesso affrontano gli inferni più profondi della guerra moderna.

Lo “Sguardo delle Mille Yard” non è solo uno sguardo vuoto. È un urlo silenzioso dell’anima, un’onda d’urto dopo aver visto cose che la maggior parte delle persone non potrebbe nemmeno immaginare.

È lo sguardo di un uomo che ha guardato la morte negli occhi… ed è tornato vivo.

Non dimentichiamolo mai: Dietro ogni uniforme c’è un cuore che sanguina. Dietro ogni sguardo c’è una storia che lascia cicatrici. Dietro ogni soldato… c’è un essere umano.

La foto è ormai iconica — condivisa in tutto il mondo per mostrare cosa fa davvero la guerra a una persona.