lunedì 24 agosto 2026

Il re è nudo: quattro chiacchiere sul merito

Sul motivo per cui gli abili venditori di fumo e promulgatori di supercazzole con scappellamenti destra/sinistra/insieme a piacere ottengano tanto successo sociale. 

La performance è tutto. Una persona che non sia brillante può ricorrere alla magia e ai giochi di prestigio per presentare un'immagine di se coerente alla sua maschera (o Persona) narcisistica. Può darsi l'aria di apprezzare le bonne choses de la vie, il vin buono, il jazz, le composizioni gormet, gli ambienti raffinati, ovviamente senza sapere nulla del background di tale stile di vita "bohemien" pagato lautamente a fior di quattrini nei locali più esclusivi, per le esperienze più indimenticabili.

Partiamo dal jazz che non è per nulla la musica raffinata per gente colta ed elegante (e ricca) che ci spacciano essere quando te la ritrovi in concerto al Moulen Rouge la serata di san Valentino con cena in abito da sera, tutto compreso 400 euro.

Ma la persona che non brilla di luce propria in senso sociale, di questo tipo di eventi non se ne perde uno. Lei è "alta classe". Serie A. Forse resta che abbia un genitore lavorativamente fermo dal 2001, un nonno fruttivendolo e una nonna sartina a domicilio, niente di encomiabile che potrebbe far pensare al "sangue blu". Nessun problema, stronzi: la persona che non brilla di luce propria, ma di luce riflessa, come la luna, sa bene omettere, o prendere le distanze da sì vergognoso volgo che non riconosce proprio, sputando nel piatto dove ha mangiato per anni -- le sue origini, il posto da cui proviene, risucchiate nell'oblio dalla materia oscura che minaccia l'universo, con il favore delle forze oscure sue amiche generalmente


Se di buone sembianze o finanze ce n'erano, li sfrutta per edificare un successo non solo economico ma anche sociale, fra serate nei caffè letterari di Vienna (solo caffè: lei non legge, per sua stessa ammissione), e il maniero di 3 o 4 piani per due persone pagato la modica cifra mensile di 4000 sterline al mese.

Non si sta capendo per nulla di chi sto parlando. Diamo un nome a questa persona. Chiamiamola Susanna.

La nostra Susy non è che abbia una colpa -- trovagliela -- ma crede nella bellezza dei suoi sogni, e come diceva Roosevelt "il futuro (dunque) appartiene (anche) a lei". Roosevelt dovrebbe avere avuto qualcuno a dirle che questo è il motivo per cui questo mondo meriterebbe un secondo asteroide nel punto giusto. Per arrivare a credere nella bellezza dei propri sogni bisogna essere sognatori, ma con i piedi ben piantati in terra; intendeva lei. Per realizzare il "domani" serve essere sognatori (secondo la serie TV Scrubs, "idioti"), ma non di quelli che appendono la cifra di 10.000 dollari sul soffitto e la fissano ogni mattina; per il domani bisogna lottare e battagliare ogni giorno per inseguire un obiettivo umanitario, non economico. 

Il domani è dei veri sognatori, perché loro sono i veri rivoluzionari. Chi guada nella piscina della confort-zone non aggiungendo nulla al mondo realizza i suoi sogni, (i suoi soldi), ma non è suo "il domani" di cui parlava la nostra Eleanor. Appartiene inderogabilmente a chi cambierà il mondo per mezzo del suo sogno.

Quello che l'analista di Naruto Uzumaki, il criminologo, identificava come "uno dei tre essenziali tasselli che differenziano il "mostro" dall'"eroe": avere un sogno, un sogno che però non fosse dimostrare-qualcosa-a-qualcuno (nel caso di Naruto, "il suo valore", nel caso dei quaqquaraqqua della vita vera, "quanto sono intelligente, capace, e ricco").


Ma più spesso la società competitiva - neoliberista non premia l'obiettivo raggiunto per mezzo del "desiderio". Premia semmai l'arrivismo e la violenza nel perseguire il desiderio a scapito d'altri. La bramosia del desiderio. Che non si concilia con la vera bellezza del desiderio.

è ovvio che... Diventare medici per bisogno di aiutare e salvare vite umane è diverso dal diventare medici per far quattrini e basta. Ma le lauree sono identiche e identiche sono le responsabilità e i grandi poteri che ne derivano. Un medico "per brama di potere" o un medico "per vocazione" sono la stessa cosa di fatto agli occhi della società. Tant'è che se chiamo per una visita ortopedica e domando del dottor Cincillaschi non chiedo alla receptionist se "è un vero medico" o "uno che vuole solo i miei soldi". Sarebbe balordo, ne convieni. Posso cercarne le recensioni e leggere se è valutato bene, certo. Ma qui il punto è che nemmeno la bravura è indice di passione. Può essere indice di talento, ma magari quel talento e quella bravura occultano un'anima cattiva, oscura e senza scrupoli -- che sorteggia a caso il cliente che merita di essere salvato e quello che merita di essere lasciato a morire. Un "vero" medico non fa distinzione fra paziente di serie A o di serie B. Ovviamente.

Ecco perché chi ha applicato "E del merito" al "Ministero dell'Istruzione" probabilmente non ha nemmeno passato la quinta elementare senza bocciature. Perché sei istruito per molti motivi (da non dimenticare, in mezzo a questi, il fattore C, o il fattore $$$), di cui il merito è l'ultimo da considerare.

Cosa significa per codesti "merito"? Significa: io ti sono superiore socialmente, perché ho raggiunto studiando, e meritandomelo dunque, un posto privilegiato in società. Da quel piedistallo privilegiato guardo dall'alto in basso te, poveraccio col diploma, che sei a prescindere meno valente e istruito.

[Einstein sarebbe stato Einstein sia in Germania che in Kenya. In Germania è diventato premio nobel per la fisica. In Kenya, non so. Forse avrebbe raccolto mango fino alla morte e si sarebbe rotto una sfilza infinita di vertebre prima del meritato eterno riposo.]

Piace alle destre come alle destre piace ogni forma di discriminazione e dicotomia alla "superiore/inferiore". Lo sappiamo dall'epoque di Faccetta nera e delle Camice nere. 

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