domenica 23 agosto 2026
Indagini (?)
martedì 11 agosto 2026
Troppa grazia
Tutte le lingue che derivano dal latino formano la parola compassione col prefisso “com-” e la radice passio, che significa originariamente “sofferenza”.In altre lingue, ad esempio in ceco, in polacco, in tedesco, in svedese, questa parola viene tradotta con un sostantivo composto da un prefisso con lo stesso significato seguito dalla parola “sentimento” (in ceco: soucit; in polacco: wspol-czucie; in tedesco: Mit-gefuhl; in svedese: med-kansla).Nelle lingue derivate dal latino, la parola compassione significa: non possiamo guardare con indifferenza le sofferenze altrui; oppure: partecipiamo al dolore di chi soffre. Un’altra parola dal significato quasi identico, pietà (in inglese pity, francese pitiè, ecc) suggerisce persino una sorta di indulgenza verso colui che soffre. Aver pietà di una donna significa che siamo superiori a quella donna, che ci chiniamo, ci abbassiamo al suo livello.E’ per questo che la parola compassione generalmente ispira diffidenza; designa un sentimento ritenuto mediocre, di second’ordine, che non ha molto a che vedere con l’amore. Amare qualcuno per compassione significa non amarlo veramente.Nelle lingue che formano la parola compassione non dalla radice “sofferenza” (passio) bensì dal sostantivo “sentimento”, la parola viene usata con un significato quasi identico, ma non si può dire che indichi un sentimento cattivo o mediocre.La forza nascosta della sua etimologia bagna la parola di una luce diversa e le dà un senso più ampio: avere compassione (co-sentimento) significa vivere insieme a lui qualsiasi altro sentimento: gioia, angoscia, felicità, dolore.Questa compassione (nel senso di soucit, wspòlczucie, Mit-gefuhl, medkansla) designa quindi la capacità massima di immaginazione affettiva, l’arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia dei sentimenti, è il sentimento supremo.
martedì 7 luglio 2026
Ricominciare a fluire
giovedì 2 luglio 2026
Ci siamo
Ho avuto modo di finire "La civetta cieca" e di cominciare a scrivere una storia a tema, che il mio fidanzato ha definito "grottesca" ma in realtà sarebbe drammatica. Potete trovarla qui, se avete due minutini per spulciarla (ho pubblicato pochi capitoli e molto, molto brevi).
I primi tre giorni nella terra natìa sono scorsi tranquilli: dopo un quattro anni di domicilio al Nord nessuno (o quasi) sembrava far caso a me.
Capirete quanto, per una donna sottoposta a pettegolezzo sistematico, questa normale e scontata situazione sia un sollievo.
Ecco: voi "normali": non date per scontata la fortuna di passare inosservati.
O di non essere trattati sgarbatamente dalla maggior parte delle persone.
Tornando al viaggio (Ryanair ovviamente), quando siamo partiti c'era questa bella luna piena.


.jpeg)
.jpeg)





