giovedì 20 agosto 2026

La verità

i'm not in this movie
i'm not in this song

cantano i notwist in "consequence"

... seguivamo con occhi muti la carneficina di Rafah. Senza osare proferire un suono ascoltavamo le urla dei bambini e i loro pianti, mentre il sangue scorreva come un copioso fiume inondando il Medio Oriente. Allora non ci riguardava, così pensavamo. Mettiamo al potere psicopatici puri e duri perché ben venga il caos, se l'ordine non ha funzionato. I più innocui periscono schiacciati dalle bombe come se venisse rimosso un minuscolo granello di polvere da un selciato. Allo stesso modo cancellare l'umanità intera dal cosmo sarà un gesto di una semplicità elementare.

Ed è a causa della nostra superficialità... se... sarà a causa del nostro "talento per la superficie" 

La stessa superficialità che mi porta a pensare di avere in pugno il cosmo. Tre monete. Il cosmo. Una continua, stillicida m e n z o g n a.
La vita è una menzogna di per sé -- striscia con difficoltà come un rigagnolo di sangue da un taglio superficiale. La solitudine preme contro i muri. La paura. 

Non c'è certezza. Va bene credere nelle fate -- all'alba di una possibile guerra nucleare. Siamo 9 miliardi. Ciascuno di noi è preziosissimo agli occhi del cosmo. Ma se, se... il buio verrà giù lo stesso. E niente di quanto avvenuto e creduto avrà più la minima importanza

lunedì 17 agosto 2026

A wandering mind is an unhappy mind


E' il titolo di un trattato scientifico di cui sta parlando in TV (Youtube è la mia TV) JustMick. Il commento che sorge alle labbra è "Il potere di adesso di Eckart Tolle, in soldoni".

Scienza e religione sono due elementi complementari

Ne ha parlato anche il fisico Fritjof Capra in "Il tao della fisica". Nel saggio espone come le religioni orientali di migliaia di anni fa, Taoismo e Buddhismo in primis, avessero compreso la struttura della realtà ben prima di Newton, Galileo e Copernico,Einstein e la sua "relatività".

(Con tutto il rispetto per la scienza, è un metodo per me farraginoso per arrivare al perché della vita.)

"A wandering mind is an unhappy mind", cioè "una mente che vaga è una mente infelice". 

Meno "fai", più "pensi", più "pensi" più sei?, no, Cartesio era un altro ingenuo -- più "pensi", più sei "infelice". Il movimento, e non la stasi, dà un senso alla vita dell'uomo. E' il lavoro che sana le psicosi. La pigrizia (che è il perpetuo ritornello mentale "non val la pena": sofferenza, non colpa) -- oltre ad essere un propulsore naturale di infelicità a catena -- è la matrice di tutte le nevrosi.

Non ho voluto la bicicletta (la vita), ma dato che ormai ne ho una è meglio che cerchi di pedalarci. Perché è un viaggio, una corsa. E io rischio di crollare se non ce la metto tutta...

giovedì 13 agosto 2026

A crack in a castle of glass


"E comunque, se mi succede qualcosa, sono contenta per voi. Anche per me"
E' la seconda volta che glielo dico e la seconda volta che sminuisce. Quel che arriva arriva e me lo prendo eccome - a parte qualche significativa eccezione (cit.)
Oggi pomeriggio è di turno il medico di base, gli chiederò l'impegnativa per medicina generale e domani (od oggi stesso) farò i normali controlli. Quel che sarà sarà

mercoledì 12 agosto 2026

Sonno profondo


Fu il giorno dell'eclissi di sole, scampata a una morte violenta e improvvisa, che presi atto che, nonostante le sostanze di cui riempivo il mio corpo, avevo a malapena la forza di reggermi in piedi. Così alle nove del mattino, iniziata la mia inutile ennesima giornata sul pianeta Terra, passai due o tre ore a guardare -- non a leggere -- delle pagine web. Montai la moka. Strofinai i piatti e misi su la lavatrice. Pulii i lavelli. Assente. Bevvi il caffé assente. La musica che tintinnava nelle orecchie, cavalcare incalzante di suoni forti come spari di gloria, amore, gioia, vita, rabbia, sangue che circola in ogni corda pizzicata dalle dita del musicista. Sentii i suoni attraverso uno strato di ovatta. Assente a me stessa. Non presente al mondo. 
La musica continuò a tintinnare nelle mie orecchie tutto il giorno o quasi. Mi inseguì sotto un velo d'un lenzuolo sottile, agitato dal ventilatore. La mia grossa testa, la mia alta fronte, riposa sul cuscino. Troppo pesante per reggere altri pensieri. E' l'organo che contiene che è in un burnout finale e si rifiuta di lavorare ancora. 
A volte mi alzavo. Sentivo come se avessi dieci quintali di ferro appesi alle caviglie e ai polsi, ma provavo a fare qualcos'altro in casa. Strofina i fornelli. Devo aver passato un'ora e mezza a strofinare i fornelli. Erano le due e in un batter d'occhio erano le tre e venti. Davanti ai fornelli. La spugna che avanza, la spugna che torna indietro. E così via. Una lentezza esasperante. La lentezza non è importante. I fornelli non sono stati ben puliti.
Di nuovo fra il lenzuolo e il cuscino, mentre il sole scende verso il basso delle montagne lungo il filo pendente del giorno.
Ho mangiato due bastoncini di pesce a cena e sono tornata al pc.
Il sole è in eclisse quasi totale. Un'eclisse quasi totale del sole. E forse -- dicendo una banalità -- anche un po' di cuore.

Battere sulla tastiera è davvero faticoso