La settimana scorsa sedevo in sala d'attesa del dottore. Il dottore tardava a farsi vedere. Dall'altra parte della stanza c'era un uomo. Era d'aspetto ordinario, ma un po' trasandato, e si sarebbe detto che fosse un altro paziente del dottore. I suoi piedi puntavano a me. Per l'analisi del corpo, ciò vuol dire che la sua attenzione era portata a me. Questo mi ha messa in allarme. Ho cominciato a sentire panico, nausea, difficoltà a respirare. Impacciata mi alzavo dalla sedia e percorrevo a passi lesti il pezzo di corridoio che conduceva al bagno. Il bagno era di quei "moderni" la cui luce si accende solo con il rilevamento dei sensori. Sfortunatamente, i sensori erano rotti. Ero immersa nel buio, a guardare una sagoma sporcata di bianco allo specchio, unico accenno di forma dato dalla luce del corriodio che passava dalla porta aperta a metà -- la mia faccia e il mio torso. Uscendo dal bagno l'infermiera ha cercato di rassicurarmi. Non stavo bene. Le ho chiesto degli anestetici. Ha telefonato al dottore pregandomi di tornare in sala d'attesa. Il dottore è arrivato cinque minuti dopo. Ero arrivata ai crampi e continuavo a "sfarfallare" in direzione dello sportello, perché l'uomo mi incuteva terrore -- e non era che uno come un altro, unico segno accusatorio la punta delle sue scarpe da ginnastica rivolta a me.
Non che questo sia un tribunale ove bisogna decidere se finalmente (finalmente?) risulto interessante o persino attraente per un'anima o se è frutto di eccessive segh*e mentali. No. Ciò che più conta è l'esperienza soggettiva.
Non tollero l'idea di essere sotto lo sguardo maschile. Forse è per questo che non riesco a dimagrire molto. Dimagrire vuol dire diventare fighe. E raccattare molti più sguardi.
Seduta nella stanzetta del dottore. Parliamo dieci minuti di come sto. Sto come prima. Il che non è che un bene, perché le cose in genere vanno sempre di male in peggio (soprattutto se lasciate a se stesse, direbbe Murphy, ma sono persuasa che anche ad impegnarsi al massimo, la vita sia una lotta continua contro i mulini a vento). Sei contenta di andare?, No, non sono contenta, ma devo farlo. Mi toglieranno la possibilità di lavorare. Ma passa. Ho accanto a me un uomo meraviglioso. Passa tutto per forza.
I miei sogni sono luminosi. Non così cupi, nonostante la depressione maggiore. Ho sognato l'amica di mia sorella. Non ricordo che cosa mi dicesse, ma ricordo che nel sonno (era un sogno semilucido) abbia cominciato a fare il gioco delle associazioni...
Simona
Ricci
Ricci
Girandole
Girandole
Carnevale
Carnevale
Colori
Colori...
... Tentavo nel sogno di ricostruire l'immagine di Simona, di capire chi rappresentasse nel sogno, senza accorgermi che stessi ancora sognando.
A te capita pure?
Oggi ti ho rivisto. Ho sognato di parlare con tua moglie. Non so se ne hai una in realtà. Non ti conosco per nulla, nulla so e so di non sapere, pertanto non mi azzardo a tirare le somme.
Sono contenta di intrattenerti, comunque.
Postscriptum
That's the face i choose to love with its lunar holes on the right cheek and all its perfect imperfections. Fucking perfect!!!!!
