lunedì 17 agosto 2026

A wandering mind is an unhappy mind


E' il titolo di un trattato scientifico di cui sta parlando in TV (Youtube è la mia TV) JustMick. Il commento che sorge alle labbra è "Il potere di adesso di Eckart Tolle, in soldoni".

Scienza e religione sono due elementi complementari

Ne ha parlato anche il fisico Fritjof Capra in "Il tao della fisica". Nel saggio espone come le religioni orientali di migliaia di anni fa, Taoismo e Buddhismo in primis, avessero compreso la struttura della realtà ben prima di Newton, Galileo e Copernico,Einstein e la sua "relatività".

(Con tutto il rispetto per la scienza, è un metodo per me farraginoso per arrivare al perché della vita.)

"A wandering mind is an unhappy mind", cioè "una mente che vaga è una mente infelice". 

Meno "fai", più "pensi", più "pensi" più sei?, no, Cartesio era un altro ingenuo -- più "pensi", più sei "infelice". Il movimento, e non la stasi, dà un senso alla vita dell'uomo. E' il lavoro che sana le psicosi. La pigrizia (che è il perpetuo ritornello mentale "non val la pena": sofferenza, non colpa) -- oltre ad essere un propulsore naturale di infelicità a catena -- è la matrice di tutte le nevrosi.

Non ho voluto la bicicletta (la vita), ma dato che ormai ne ho una è meglio che cerchi di pedalarci. Perché è un viaggio, una corsa. E io rischio di crollare se non ce la metto tutta...

giovedì 13 agosto 2026

A crack in a castle of glass


"E comunque, se mi succede qualcosa, sono contenta per voi. Anche per me"
E' la seconda volta che glielo dico e la seconda volta che sminuisce. Quel che arriva arriva e me lo prendo eccome - a parte qualche significativa eccezione (cit.)
Oggi pomeriggio è di turno il medico di base, gli chiederò l'impegnativa per medicina generale e domani (od oggi stesso) farò i normali controlli. Quel che sarà sarà

mercoledì 12 agosto 2026

Sonno profondo


Fu il giorno dell'eclissi di sole, scampata a una morte violenta e improvvisa, che presi atto che, nonostante le sostanze di cui riempivo il mio corpo, avevo a malapena la forza di reggermi in piedi. Così alle nove del mattino, iniziata la mia inutile ennesima giornata sul pianeta Terra, passai due o tre ore a guardare -- non a leggere -- delle pagine web. Montai la moka. Strofinai i piatti e misi su la lavatrice. Pulii i lavelli. Assente. Bevvi il caffé assente. La musica che tintinnava nelle orecchie, cavalcare incalzante di suoni forti come spari di gloria, amore, gioia, vita, rabbia, sangue che circola in ogni corda pizzicata dalle dita del musicista. Sentii i suoni attraverso uno strato di ovatta. Assente a me stessa. Non presente al mondo. 
La musica continuò a tintinnare nelle mie orecchie tutto il giorno o quasi. Mi inseguì sotto un velo d'un lenzuolo sottile, agitato dal ventilatore. La mia grossa testa, la mia alta fronte, riposa sul cuscino. Troppo pesante per reggere altri pensieri. E' l'organo che contiene che è in un burnout finale e si rifiuta di lavorare ancora. 
A volte mi alzavo. Sentivo come se avessi dieci quintali di ferro appesi alle caviglie e ai polsi, ma provavo a fare qualcos'altro in casa. Strofina i fornelli. Devo aver passato un'ora e mezza a strofinare i fornelli. Erano le due e in un batter d'occhio erano le tre e venti. Davanti ai fornelli. La spugna che avanza, la spugna che torna indietro. E così via. Una lentezza esasperante. La lentezza non è importante. I fornelli non sono stati ben puliti.
Di nuovo fra il lenzuolo e il cuscino, mentre il sole scende verso il basso delle montagne lungo il filo pendente del giorno.
Ho mangiato due bastoncini di pesce a cena e sono tornata al pc.
Il sole è in eclisse quasi totale. Un'eclisse quasi totale del sole. E forse -- dicendo una banalità -- anche un po' di cuore.

Battere sulla tastiera è davvero faticoso

martedì 11 agosto 2026

Troppa grazia

Tutte le lingue che derivano dal latino formano la parola compassione col prefisso “com-” e la radice passio, che significa originariamente “sofferenza”.
In altre lingue, ad esempio in ceco, in polacco, in tedesco, in svedese, questa parola viene tradotta con un sostantivo composto da un prefisso con lo stesso significato seguito dalla parola “sentimento” (in ceco: soucit; in polacco: wspol-czucie; in tedesco: Mit-gefuhl; in svedese: med-kansla).
Nelle lingue derivate dal latino, la parola compassione significa: non possiamo guardare con indifferenza le sofferenze altrui; oppure: partecipiamo al dolore di chi soffre. Un’altra parola dal significato quasi identico, pietà (in inglese pity, francese pitiè, ecc) suggerisce persino una sorta di indulgenza verso colui che soffre. Aver pietà di una donna significa che siamo superiori a quella donna, che ci chiniamo, ci abbassiamo al suo livello.
E’ per questo che la parola compassione generalmente ispira diffidenza; designa un sentimento ritenuto mediocre, di second’ordine, che non ha molto a che vedere con l’amore. Amare qualcuno per compassione significa non amarlo veramente.
Nelle lingue che formano la parola compassione non dalla radice “sofferenza” (passio) bensì dal sostantivo “sentimento”, la parola viene usata con un significato quasi identico, ma non si può dire che indichi un sentimento cattivo o mediocre.
La forza nascosta della sua etimologia bagna la parola di una luce diversa e le dà un senso più ampio: avere compassione (co-sentimento) significa vivere insieme a lui qualsiasi altro sentimento: gioia, angoscia, felicità, dolore.
Questa compassione (nel senso di soucit, wspòlczucie, Mit-gefuhl, medkansla) designa quindi la capacità massima di immaginazione affettiva, l’arte della telepatia delle emozioni. Nella gerarchia dei sentimenti, è il sentimento supremo. 
-Milan Kundera-

You wide eyed girls / you get it right / fall back into place. Una donna mi fece sentire questa canzone in cuffia più di otto anni fa. Non ero gaia, ma mi ero platonicamente innamorata della sua sfrontata generosità -- o forse per mezzo dell'amore-odio volevo neutralizzarla. Chi lo sa. Le cose nuove fanno sempre paura, e anche la compassione di un verso. Così reagii senza pietà, anche quella volta, vanificando ogni lettera. Who will dry your eyes when it falls apart? Somewhere in these eyes, I'm on your side. Vanificando ogni suono.
Non è forse un caso che anche R. mi abbia dedicato questa canzone prima che ci mettessimo insieme. Con lui accettai, a malincuore, perché capivo che le persone sensibili di questo triste mondo malato hanno uno sguardo unico, tutto loro; che mi vedono sotto un'altra luce delle persone superficiali -- e non potevo rifiutarmi ancora. "Space song" è stata un dono prezioso da una persona "buona". E poi è stata anche il simulacro di un amore che si innesta (e si svolge) da e nella compassione. Ancora oggi faccio fatica ad ascoltare questa canzone. Troppo doloroso prendere atto di quanto fossi, e forse sarò, sola.

cerco sempre di ricordarmi di noi